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Dungeon Fighter – Recensione

Edito da Cranio Creations, Dungeon Fighter è un gioco da tavolo demenziale e dalle meccaniche piuttosto originali. Si tratta di un gioco di esplorazione di dungeon che fa il verso a titoli più seri e blasonati appartenenti allo stesso genere. Originale e intuitiva, la meccanica di gioco è semplice: occorre tirare il dado e farlo arrivare il più vicino possibile al centro del bersaglio, così da infliggere ferite al mostro di turno.

Meccanica di gioco

Collaborativo fantasy nel quale ogni giocatoreDungeon Fighter gioco da tavolo interpreta un eroe (mago, bardo, cavaliere, nano, elfo, principessa etc etc), Dungeon Fighter vede il nostro manipolo di eroi addentrarsi in una serie di stanze, ciascuna popolata da un mostro più o meno temibile e forte. Quasi tutti i mostri hanno un aspetto e un nome ridicolo: ciascuno ha un dato numero di punti ferita, che vanno scalati mano a mano che i dadi lanciati dai giocatori vanno a segno. Fin qui, tutto più o meno facile. Il tiro di dado, però, è soggetto a ostacoli e difficoltà più o meno grandi. La prima regola è che il dado rimbalzi almeno una volta prima di toccare il grosso bersaglio di cartone che rappresenta la plancia di gioco.
Tuttavia, ciascun mostro ha delle peculiarità: alcuni vanno affrontati facendo una piroetta prima di tirare il dado, altre volte occorre lanciare a occhi chiusi, altre ancora saltando o tirando con il gomito. Il tutto in un contesto demenziale e divertente che vi terrà incollati al gioco per tutta la durata della partita (30-45 minuti circa). Alcune armi ed equipaggiamenti invece forniscono dei bonus: la Spada dell’Amicizia fa sì che il dado venga lanciato con la mano di un altro giocatore. Se ci si riesce, le ferite inflitte al mostro aumentano di un dato numero, indicato sulla carta.

Peculiarità Dungeon Fighter

Ciascun dungeon, alla fine, è abitato da un Boss, il classico mostro finale che non solo ha numerosi punti ferita ma vanta anche un attacco spesso letale. Ma come attaccano i mostri in Dungeon Fighter? In realtà non attaccano, ma ci infliggono ferite quando sbagliamo il lancio di un dado e questo finisce fuori dal bersaglio (o quando non rispettiamo determinate condizioni quali il salto o la piroetta). Il meccanismo di gioco è spassoso ma per niente banale. Il fatto di giocare “in movimento”, alzandosi, utilizzando parti del corpo diverse e comunque non restando seduti per tutto il tempo, fa sì che Dungeon Fighter sia bello da giocare in momenti di stanca della serata, così da evitare pericolosi e subdoli attacchi di sonno. Le grafiche di Giulia Ghigini sono azzeccatissime e contribuiscono a creare un’atmosfera molto divertita, ilare e spensierata.
All’inizio del gioco si pescano tre tessere dungeon, che creano la forma e il percorso finale del labirinto. Si pescano poi le tessere dei mostri, che rimangono comunque coperte fino al momento in cui si entra nelle varie stanze. La componente sorpresa inerente al prossimo mostro da affrontare è parte integrante del divertimento. Non manca il fattore abilità, che non è però preponderante. Più ci si avvicina al centro del bersaglio (il classico bull’s eye) più i danni inflitti alla creatura che stiamo affrontando aumentano. Se il dado arriva a bersaglio ma resta verso la parte esterna della plancia, infliggeremo ferite superficiali, magari solo 1 o 2. I tiri più precisi invece arrivano a infliggere 10 ferite, bonus esclusi.

Personaggi e armi

I personaggi giocanti (che andremo ad analizzare a breve) possono subire un dato numero di ferite, le quali possono comunque venire curate grazie a pozioni e ad abilità degli altri personaggi del gruppo. Le ferite possono anche essere parate per mezzo di scudi e armature, ma quando si arriva a 0 ferite si prende un segnalino cicatrice. Il segnalino cicatrice diminuisce il numero delle ferite che d’ora in poi potranno essere assorbite e va a limitare alcune delle abilità speciali del giocatore. Alla fine di ciascun dungeon (non di ogni stanza) c’è la possibilità di entrare nell’emporio e spendere le monete guadagnate sconfiggendo i mostri. Si possono così acquistare elisir, armi, difese e bonus di qualsiasi tipo. C’è la Catapulta Dorata, il Macinapepe Magico, la Balestra Ravvicinante, L’Eau de Napalm e tutta una numerosa serie di oggetti non solo divertenti da usare ma anche estremamente utile in vista del super mostrone finale.
Dando una veloce occhiata ai personaggi utilizzabili, segnaliamo che il Ladro ruba un oggetto casuale al mostro, il Mago lo trasforma in rospo, il Barbaro raddoppia i punti danno, il Nano aggiunge monete alle riserve auree e così via. Il regolamento e il nome dei mostri sono rigorosamente in italiano, altro punto a favore del gioco.

Pro e contro

+ Divertente, ironico, immediato
+ Grafica azzeccata
+ Regolamento semplice e partite veloci
+ Costo contenuto

– Molto fortunoso (anche se è una sua peculiarità, alcuni potrebbero trovarlo eccessivo).
– Dopo una ventina di partite potrebbe risultare ripetitivo per alcuni

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