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Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge – LucasArts (1991)

Un biondo pirata. Un fantasma barbuto. Grog. Insulti. Scimmie. Scimmie a tre teste. Tantissime scimmie. Ron Gilbert. Ok, la smettiamo, tanto è ovvio che stiamo parlando di un’avventura grafica della LucasArts, per la precisione di Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge, pubblicato per MS-DOS e Amiga (e altre piattaforme) nel 1991, un anno dopo il grande successo ottenuto da The Secret of Monkey Island.

PERSONAGGI MONKEY ISLAND 2

Classica avventura punta e clicca, Monkey Island 2 coverquesta seconda parte delle avventure di Guybrush Threepwood e del pirata non-morto LeChuck vede i due antagonisti alla spasmodica ricerca di un tesoro nascosto, quel Big Whoops che, stando ai racconti, cela un temibile segreto. Se il primo Monkey Island era caratterizzato da battute taglianti come le lame delle sciabole utilizzate nei duelli e da una grafica spassosa e curatissima, oltre che da una colonna sonora epica in grado di catapultarvi direttamente nei Caraibi del diciassettesimo secolo, Monkey Island 2 non è da meno.
Molto spesso, purtroppo, i seguiti di giochi bellissimi deludono le attese ma LeChuck’s Revenge non tradisce le attese e regale ore di autentico godimento, tra scene surreali e personaggi riuscitissimi quali i già citati Guybrush e Lechuck ma anche Elaine Marley, Largo LaGrande, Wally e la ciurma del capitano Marley, composta da Horation Torquemada Marley, Rapp Scallion, Rum Rogers e Young Lindy. Ciascuno di questi ultimi 4 personaggi possiede un pezzo della mappa che porta a Big Whoop.

GAMEPLAY E CONTROLLI MONKEY ISLAND 2 LE CHUCK’S REVENGE

Il gioco si controlla interamente con il mouse, tranne per uno sporadico utilizzo della tastiera con la quale si richiama il menu di gioco per salvare la partita o caricare un precedente salvataggio. A proposito, al giorno d’oggi ci siamo forse dimenticati la sensazione di attesa del caricamento di una partita: vogliamo tutto e subito e in un certo senso è giusto così, è l’avanzare dei tempi. Tempi frenetici, che spesso non ci fanno gustare a pieno questi i videogiochi che tanto amiamo. Tornando a Monkey Island 2, il giocatore controlla il giovane Guybrush Threepwood, il quale può compiere numerose azioni tra cui camminare, parlare, utilizzare oggetti, esaminare, chiudere, tirare e via dicendo.
A fianco delle azioni eseguibili c’è un riquadro che raffigura l’inventario, nel quale sono contenuti tutti gli oggetti raccolti nel corso dell’avventura. Proprio come nel primo capitolo e in quasi tutte le avventure punta e clicca pubblicate tra la fine degli anni ’80 e i primi anni Novanta, anche in LeChuck’s Revenge occorre risolvere enigmi, se si vuole proseguire nel gioco. Per fare ciò dovrete raccogliere tutti gli oggetti che possono appunto essere prelevati dalla schermata in cui si trovano. Non ci sono – o sono pochissimi – oggetti inutili e, proprio perché non è possibile incappare in un Game Over, si deve necessariamente sfruttare al meglio tutti gli oggetti e ciascun elemento o personaggio con cui è possibile interagire.

GRAFICA E LONGEVITÀ, GARANTISCE LUCASARTS

Nonostante, come detto in precedenza, non sia sostanzialmente possibile perdere, Monkey Island 2 può essere affrontato in una modalità leggermente più semplice, nella quale gli enigmi sono proposti in una chiave meno impegnativa. Gli enigmi e i puzzle proposti in Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge non possono essere risolti con il solo utilizzo della logica: quella aiuta, certo, ma occorre entrare nella storia e capire come la comicità intrinseca dei personaggi possa portarli a ragionare e ad agire. I rompicapo di fronte ai quali a volte ci si trova nel gioco possono essere molto ostici, il che va a tutto vantaggio della longevità.
Questa è garantita non solo da come è calibrata la difficoltà, ma anche dal puro divertimento sprigionato dal capolavoro della LucasArts. Rigiocarlo, magari a distanza di qualche anno, è un classico e non ci vergogniamo di dire che dal giorno della sua uscita sul mercato lo abbiamo iniziato e finito almeno 4 o 5 volte. Nonostante ciò, ogni volta che assistiamo all’intro del gioco, la voglia di guidare Guybrush nelle sue incredibili avventure rimane la stessa o quasi di quella che ci pervase nel lontano 1991. Degna di nota la traduzione in italiano, ma se conoscete abbastanza bene la lingua inglese vi consigliamo di giocarvelo non tradotto: così facendo apprezzerete piccole chicche linguistiche che inevitabilmente si sono perse nel processo di traduzione.

COLONNA SONORA MONKEY ISLAND 2: 10 E LODE

Per essere unanimemente riconosciutoMonkey Island 2 Special Edition come un capolavoro, un gioco deve poi poter contare su una colonna sonora e su temi musicali di grande effetto. Grazie alle composizioni di Michael Z. Land, che già aveva lavorato sul primo capitolo, Monkey Island 2 risulta tanto gradevole quanto geniale. La colonna sonora si adatta alla situazione che state affrontando o all’atmosfera del momento: entrando nel saloon la musica sarà quella tipica di un bar dell’epoca, mentre nella casa del falegname i rumori degli attrezzi dell’artigiano saranno quelli predominanti. I temi musicali sono sempre scanzonati e piacevoli, molto orecchiabili, perfettamente in linea con i giochi dell’epoca d’oro di LucasArts.
Siamo giunti al termine di questa avventura (non grafica, ma narrativa) e speriamo di avervi trasmesso anche solo un briciolo dell’entusiasmo che questo genere di giochi ci trasmetteva all’epoca e ci pervade ancora oggi, a quasi 30 anni di distanza. È davvero un peccato constatare come questo tipo di avventure punta e clicca negli anni abbiano perso appeal, anche se negli ultimi tempi sono usciti titoli degni di nota quali ad esempio Thimbleweed Park, che porta anch’esso la firma di quel geniaccio di Ron Gilbert.

GENERE: Avventura grafica
ANNO: 1991
CASA DI SVILUPPO: LucasArts
PUBBLICATO DA: LucasArts
PIATTAFORMA: MS-DOS, Amiga, Mac OS, Atari ST, Sega CD, FM Towns
SUPPORTO: Floppy disk, CD-Rom
IL SUO SEGUITO È: The Curse of Monkey Island (1997)

Monkey Island 2 LeChucks Revenge

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